Bambini, vi racconto come stiamo...

Giovedì 27 Febbraio 2014

Cari Bambini miei,

Vi devo raccontare una cosa. No, non è una favola, ma non alzate gli occhi al cielo. Perché quello che vi devo raccontare è importante perché riguarda noi. Si ecco, è la nostra favola. Della nostra famiglia. E come la nostra di tante altre famiglie che ci circondano.

C’era una volta uno stato, che forse non è mai stato esattamente ricco, però si stava bene. C’era lavoro per tutti, bastava volerlo. A volte ci si doveva accontentare. Non sempre si trovava il lavoro che si era sognato da bambini (è una storia vera, non una favola come vi dicevo), a volte lo stipendio era basso, altre il capo era talmente insopportabile che alzarsi la mattina diventava davvero brutto.

Ma era solo lavoro, e per quanto brutto, noioso, stressante potesse essere, permetteva alle persone di gestire al meglio il proprio tempo libero. E se proprio le cose non andavano bene... si poteva cercare un altro lavoro!

Era questo il mondo che hanno conosciuto la mamma e il papà. E loro ne hanno cambiati di lavori! Un giorno, per ridere, si sono messi a contarli tutti, per fare a gara di chi aveva il curriculum più ricco. Cambiare era una scelta e se si stava a casa... era per un periodo breve e poi si ricominciava.

Oggi, mamma e papà vi devono chiedere scusa. Perché avevano dato per scontato tante cose e sono stati colti impreparati dal cambiamento del loro paese. Non hanno saputo cogliere i segnali, li hanno ignorati sicuri che, la crisi, avrebbe colpito qualcun altro.

Vi chiediamo scusa perché siete confusi, non capite cosa sta succedendo, perché mamma e papà sono nervosi, perché la routine a cui vi avevano abituati si è spezzata. Perché a volte ci sentite preoccupati per dei soldi che non ci sono. Perché discutiamo di un futuro incerto. Perché il papà non è più con voi tutte le sere per darvi la buonanotte.

Quando la nostra tranquillità ci è stata strappata via avevamo 2 scelte, potevamo accanirci contro un destino avverso che non potevamo controllare oppure potevamo decidere di prendere in mano le nostre vite e ricominciare. Ed è questo che stiamo provando a fare: ricreare noi stessi, superare questo momento di stallo con le nostre forze. Non è sempre facile.

A volte rido e avrei solo voglia di piangere. A volte ho paura ad alzarmi la mattina chiedendomi cosa avrà la giornata da offrirmi. A volte invece mi sento carica di speranza, ho una vita da riscrivere davanti a me, e ho intenzione di farlo.

La nonna, quando ero adolescente e piangevo pensando all’ennesimo ragazzo che non mi voleva, mi diceva “fatti vedere forte, non far vedere che stai male per lui” ai tempi non capivo quanta verità c’era in quel consiglio. Ieri era un ragazzo che ci buttava a terra, oggi è la vita. Ma il consiglio è sempre valido.

Per questo, figli miei, quello che voglio insegnarvi è che ne succederanno di cose brutte, ci saranno dei momenti in cui vi sembrerà di non farcela. Ci sono giornate in cui avrete solo voglia di nascondere la testa sotto la sabbia e piangere. Sono quelli i momenti in cui dovrete farvi vedere forti, tirare fuori la grinta che so che avete dentro di voi e andare avanti.

Avrete paura, vi sentirete deboli, a volte vi sentirete come una zattera in balia della tempesta, in quei giorni puntate lo sguardo verso il vostro obiettivo e pensate “io sono migliore di così”.

La mamma e il papà ci stanno provando, non è semplice, ma ci stanno provando.


Stefania D'Elia Stefania D'elia su Facebook

Stefania D'Elia

Sono mamma di 2 bambini di 5 e 3 (quasi) anni. Sono stata per anni un’impiegata, poi un licenziamento e la mia vita è cambiata.

Ho scelto di cavalcare gli eventi e ho iniziato a scrivere; di me, di noi, delle mamme. Ho gestito per mesi un magazine on-line, ho un blog personale e scrivo articoli che parlano di donne e famiglia su www.trentoblog.it e ora sono alla ricerca di nuove sfide.