Pulizia del naso in 21 (semplici?) mosse

Giovedì 16 Ottobre 2014

Avete presente il raffreddore? No. Non avete presente cosa sia un raffreddore finché non diventate genitori e in autunno, nel pacchetto famiglia, viene compreso anche un bel raffreddore neonatale. Per un adulto la cosa è piuttosto semplice. Noiosa forse, ma semplice: il naso è pieno, si prende un fazzoletto e si soffia. Si ripete l’operazione per enne volte al giorno , chiedendosi ogni volta come sia possibile che si formi così tanto muco nel vostro setto nasale.

Poi, come dicevo, si diventa genitori, il raffreddore lo prende il figlio e il naso tappato diventa un problema che coinvolge tutta la famiglia. Un semplice raffreddore si trasforma in un cataclisma di livelli cosmici: un bambino non è in grado si soffiarsi il naso. il bambino con il raffreddore rantola disperato e lanciando sguardi accusatori "Tu, genitore. Possibile che non sei in grado di fare nulla?"

Ti senti straziato, impotente e, soprattutto, colpevole. Lui sta male e sa perfettamente a chi dare la colpa: a te. Ovviamente non è vero, ma ti senti responsabile e inizi a pensare a eventuali tuoi comportamenti sbagliati. Mai chiedere lumi ai nonni, saranno prontissimi a farvi notare tutte le vostre gravi mancanze.

  • L’altro giorno non hai messo il golfino al piccolo come loro ti avevano suggerito.

  • Hai voluto uscire nonostante il tempo avverso (e poco importa se il tempo avverso era una leggera brezza proveniente da sud).

  • Hai tenuto le finestre spalancate nonostante il rischio di giro d’aria.

  • Hai tenuto le finestre chiuse impedendo il ricircolo dell’aria.

  • Hai portato "il loro nipotino" in un centro commerciale: luogo famoso per il proliferare di germi e batteri.

... e via discorrendo, non lo fanno per farti sentire in colpa, ci mancherebbe. Sono solo tremendamente preoccupati: rientra nel loro contratto da nonni.

Vaghi alla ricerca di una soluzione finché l’occhio non ti cade su una pubblicità su una rivista arrivata per posta: l’aspiratore nasale. Baldanzoso ti ammicca dalla sua quarta di copertina promettendoti notti indimenticabili e giorni meravigliosi: è un gioco di sguardi che ti fa capitolare, pochi minuti e ti ha conquistata!

Mandi il marito in ricognizione e non hai pace finché non torna con l’oggetto miracoloso.

Il funzionamento è, di per sè, piuttosto semplice:

  • Si adagia un bambino sorridente su una superficie piana
  • Vi scambiate sguardi di puro amore
  • Si spruzzano alcune gocce di soluzione fisiologica nel naso -l’avete comprata vero?- del bambino sorridente che lancia gioiosi gridolini
  • Si prende l’aspiratore nasale e si aspira.

Fatto. Semplice. Meglio della puntura Pic degli anni '80!

Solo che la realtà poi si rivela un pochino diversa.

1. placchi tuo figlio che si dimena come un pazzo;

2. lo adagi sul divano, con una mano lo tieni per evitare che si lanci per terra, mentre con l'altra cerchi a tastoni la soluzione fisiologica;

3. ti accorgi che la soluzione fisiologica è rimasta sul mobile in bagno, prendi il bambino, che in quel momento si era finalmente distratto cercando di afferrare un filo che usciva dal divano, e lo porti in bagno;

4.  tuo figlio è offeso! stava giocando col filo e ora ti odia!

5.  lo riadagi sul divano, solo che ora non gli interessa più il filo, gli interessa il rubinetto del bidet e vuole tornare in bagno;

6.  con una mano lo immobilizzi mentre con l'altra tenti di stappare il tappino della fisiologica;

7. ci riesci in qualche modo e cerchi di spruzzargliela nel nasino;

8.  tuo figlio si dimena, lo becchi nell'occhio, e si infuria;

9.  ora per tenerlo fermo usi entrambe le mani e provi a spruzzare tenendo la boccettina con i denti;

10.  dopo avergli spruzzato fisiologica nell'orecchio, sulla guancia, in bocca, sulla maglietta, e sui piedi, arrivi finalmente al naso;

11.  ma la boccettina è vuota;

12.  ricominci tutta l'operazione, ma ora hai preso un po' di dimestichezza e qualche goccia riesce ad entrare nel setto nasale, nel compenso tu, figlio e divano siete da passare in asciugatrice;

13.  prendi l'aspiratore, tuo figlio si dimena in un modo che ti ricorda le scene clou de "L'Esorcista", ma sei fiduciosa; nelle copertine delle riviste i bambini sorridono: piacerà anche al tuo!

14.  tuo figlio appena ti avvicini al naso, inizia a dimentarsi più forte e ad urlare;

15.  sali sul divano, ti accovacci su di lui, lo tieni fermo con le gambe, con una mano gli tieni le braccia con l'altra la testa; è finalmente immobilizzato!

16.  ti rendi conto che le mani sono finite e non puoi manovrare l'aspiratore;

17.  ti ingegni e sfidando ogni legge fisica riesci a tenere ferme braccia e testa con una mano sola;

18. ringrazi mentalmente di non avere assistenti sociali che girano per casa; ti porterebbero via il figlio all'istante;

19.  per un attimo l'idea ti alletta... toccherebbe così a loro pulire il nasino indemoniato;

20.  torni in te! aspiri e il nano ha il naso libero! hai tolto 15 kg di moccole dal colore radioattivo;

21. cullando un bambino stremato, arrabbiato e che ormai ha perso ogni fiducia in te, vai in bagno a lavare accuratamente il cono dell'aspiratore nasale, 3 coni costano quanto un pasto per 2 persone, se lo butti a ogni aspirata a fine raffreddore sei sulla soglia della povertà;

Ps. Ho letto poi dell’esistenza di un aspiratore nasale elettrico. Ecco questo mi inquieta parecchio.

Ps2. Ho scoperto solo in un secondo momento la soluzione al problema, brutale. Ma funzionale.

1. Si compra la soluzione fisiologica quella da mezzo litro (quella per le flebo per capirci)

2. Si compra una siringa.

3. Si inserisce l’ago della siringa nella soluzione salina.

4. Si estrae la siringa ma non l’ago (così rimane sterile)

5. Si inietta tutta la soluzione salina nel naso, senza pietà. Lo state facendo per una buona causa.

6. Tutto il muco esce dall’altra narice.

7. Ripetere l’operazione per l’altra parte.

Lo so, è brutale. E se potessero parlare i vostri bambini potrebbero esibirsi in un tale corollario di parolacce che neanche un camionista, ma lo fate per il loro (e il vostro) bene.


Stefania D'Elia Stefania D'elia su Facebook

Stefania D'Elia

Sono mamma di 2 bambini di 5 e 3 (quasi) anni. Sono stata per anni un’impiegata, poi un licenziamento e la mia vita è cambiata.

Ho scelto di cavalcare gli eventi e ho iniziato a scrivere; di me, di noi, delle mamme. Ho gestito per mesi un magazine on-line, ho un blog personale e scrivo articoli che parlano di donne e famiglia su www.trentoblog.it e ora sono alla ricerca di nuove sfide.