10 motivi per non credere in Babbo Natale (ma non importa)

Giovedì 11 Dicembre 2014

Parliamo seriamente, i bambini sono intelligenti. Molto. Ai bambini non sfugge nulla. Mai.

Ad esempio una notte abbiamo avuto un problema con l’impianto elettrico (a momenti ci andava a fuoco la casa ma questa è un’altra storia) e abbiamo tolto la copertura di plastica che si mette per coprire i fili, sulla parete in alto nel corridoio. Gaia si sveglia la mattina e non dice "buongiorno". Non dice neanche "voglio la colazione". Chiede come mai ci sono i fili che escono dalla parete e il metro lo aveva superato da poco.

 I bambini vedono tutto e sentono ancora di più. Provate a dire il nome del loro piatto preferito mentre siete in una stanza chiusa con la musica a tutto volume: arrivano di corsa. I bambini hanno il radar, captano, sentono, vivono di ultrasuoni, una dimensione acustica che noi adulti abbiamo evidentemente perso con l’età.

Allora com’è possibile che credono in Babbo Natale? Sinceramente io di errori ne ho fatti tanti e pure grossolani, per fortuna non sono una serial killer altrimenti mi avrebbero arrestato ancora prima di iniziare l’attività per surplus di prove schiaccianti a mio carico.

1. La carta da pacco. A casa nostra la carta da pacco compare qualche settimana prima di Natale e dopo qualche giorno sparisce. Misteriosamente i regali di Natale vengono impacchettati tutti con una carta uguale. Eppure la cosa non ha mai sollecitato la benché minima domanda.

2. Frasi sussurrate sottovoce e silenzi colpevoli all’arrivo del figlio. Una volta mi sono messa a tamburellare sul tavolino con una paperella di plastica; una chiara ammissione di colpevolezza.

3. I negozi pieni di giocattoli. Appurato il fatto che Babbo Natale i giochi li costruisce al Polo Nord perché i negozianti si ostinano a riempire gli scaffali di giocattoli nuovi e scintillanti? E cosa sono tutti quei pacchetti che le persone portano in giro?

4. La fabbricazione dei giocattoli. Secondo la tradizione i giocattoli vengono costruiti da elfi e gnomi in cappello rosso a abito verde. Teoria che andava benissimo per bambole di pezza e trenini di legno, ma un elfo nerd che assembla i pezzi di un tablet?

5. Le sparizioni dei genitori. Capita sempre sotto Natale che i genitori vengano colti da impellenti impegni e debbano assentarsi per motivi sconosciuti.

I più scafati mentono con disinvoltura, gli altri borbottano un “torno subito” e si dileguano senza dare troppe spiegazioni.

6. Le telefonate mimetiche dei parenti. I parenti chiamano solo quando sei in macchina con i tuoi figli e hanno urgenza perché sono in negozio e stanno scegliendo i regali. Tu rispondi a monosillabe “Si” “no” “mmmh”. Il difficile arriva quando ti chiedono di scegliere tra 2 cose “la prima” o se hanno bisogno di un chiarimento “si quello piace, visto amici, meglio grande”.

Poi metti giù e alla domanda “chi era?” non trovi niente di meglio che rispondere “no nessuno amore... aveva sbagliato numero”.

7. Le gite esplorative nei negozi. Per avere le idee più chiare per la lettera a Babbo Natale. Gite esplorative che finiscono sempre con il papà che “ogguarda chi c’è li aspettatemi in macchina che lo saluto e torno.”

8. Le 1000 e una casette di Babbo Natale. Che per fortuna vive in Lapponia e non in Italia che altrimenti a forza di pagare ICI, IMU, TASI... avrebbe già dovuto dichiarare bancarotta fraudolenta. “Amore, oggi andiamo a vedere la casetta di Babbo Natale!” “Ma non ci siamo andati sabato scorso?” “SI ma quella era la casetta nel paese X oggi andiamo nel paese Y” “Ma casa sua non stava in Groenlandia?” “Si ma questa è la succursale” “...”.

9. I regali abbandonati. Babbo Natale sa che Anna abita in via Pascoli nr. 3 e che Andrea abita invece in via Manzoni nr 37. Perché a casa di Andrea ci sono regali per Anna e a casa di Anna ci sono regali per Andrea?

10. E la annosa domanda senza risposta: se i regali li porta Babbo Natale e la letterina l’ha scritta Gaia, perché Gaia deve ringraziare la nonna?

Si potrebbe aggiungere un undicesimo motivo dove sta Babbo Natale? Lapponia? Groenlandia? Polo Nord? Ai più è ignoto si sa solo che è da qualche parte al nord, dove c'è tanta neve e e tante renne.

Insomma è chiaro, un bambino crede in Babbo Natale perché ci vuole credere, perché ama la magia. E non sarà un compagno di classe che nega la sua esistenza a togliere la magia del Natale: loro ci crederanno finché non saranno pronti a lasciarlo andare. Un giorno vi guarderanno negli occhi e vi chiederanno di essere sinceri e voi non potrete fare altro che accettare il fatto che stanno diventando grandi. (e aspettate che escano dalla stanza prima di lasciarvi andare in pianti sconsolati).


Stefania D'Elia Stefania D'elia su Facebook

Stefania D'Elia

Sono mamma di 2 bambini di 5 e 3 (quasi) anni. Sono stata per anni un’impiegata, poi un licenziamento e la mia vita è cambiata.

Ho scelto di cavalcare gli eventi e ho iniziato a scrivere; di me, di noi, delle mamme. Ho gestito per mesi un magazine on-line, ho un blog personale e scrivo articoli che parlano di donne e famiglia su www.trentoblog.it e ora sono alla ricerca di nuove sfide.